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Buona primavera astronomica!

L'alba sulla Terra vista dallo spazio

Il 20 marzo 2022, alle ore 16:33 italiane, è iniziata la primavera astronomica!

Questo è infatti il momento in cui i raggi solari sono perfettamente perpendicolari all’equatore del nostro pianeta, ed entrambi gli emisferi risultano divisi esattamente a metà tra buio e luce. È il cosiddetto equinozio, dal latino aequi-noctis, la notte lunga come il giorno.

La Terra è sempre divisa tra un emisfero illuminato (diurno) e uno all’ombra (notturno), ma a causa dell’inclinazione dell’asse di rotazione questa divisione non rispetta sempre i meridiani geografici. Tranne che nel giorno degli equinozi, in cui appunto ogni latitudine del nostro pianeta riceve esattamente 12 ore di luce e rimane al buio per le altre 12 ore.

 

 

Crediti immagine it.wikipedia.org

Immagine schematica che spiega la rotazione terrestre e l'equinozio

Contrariamente a quanto molti sono abituati a pensare, l’equinozio di primavera non cade più il 21 marzo, ma intorno al 20 del mese. Questo perché il nostro calendario non rispecchia alla perfezione la realtà. Il tempo che passa tra un equinozio di primavera e il successivo (il cosiddetto anno tropico) è infatti di 365,2422 giorni, un po’ più corto dei 365,25 giorni che si ottengono aggiungendo un giorno extra ogni quattro anni (il famoso bisestile).

Il risultato è che la data dell’equinozio scivola molto lentamente all’indietro. L’ultima volta che è capitato il 21 marzo è stato nel 2007, e nel 2044 comincerà a cadere addirittura il 19 marzo! Ma non c’è da temere di festeggiare la primavera a febbraio, perché già gli astronomi del Rinascimento si erano accorti del problema, e crearono così un nuovo calendario. Si chiama calendario gregoriano, da Papa Gregorio XIII, ed è una riforma avvenuta nel 1582 del calendario di Giulio Cesare, introdotto nel 45 a.C.

Nel calendario gregoriano sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4, come in quello giuliano, tranne quando si parla di un secolo tondo, a meno che non sia divisibile per 400. In parole povere, il 1700, 1800 e 1900 non sono stati bisestili (nonostante fossero divisibili per 4), ma il 2000 sì (perché divisibile per 400). Ecco perché non ce ne siamo accorti. Quando nel 2100 verrà di nuovo saltato un bisestile ecco che l’equinozio tornerà ad allinearsi al caro vecchio 21 marzo. Il culto ortodosso mantiene il calendario giuliano per la propria liturgia, e questo spiega perché le loro festività sono spostate di un paio di settimane rispetto a quelle cattoliche.

Il giorno dell’equinozio di primavera è un passaggio importante, in quanto inizia il periodo in cui le ore diurne superano quelle notturne. Un trionfo della luce sul buio che quasi universalmente è considerato simbolo di rinascita, e per questo troviamo delle feste dedicate alla primavera in ogni cultura del pianeta. La nostra non fa eccezione: chiamiamo tale festività “Pasqua”, dalla pesach ebraica. Curiosamente è una delle poche feste ancora basate su un calendario lunare e non solare, in quanto definita come la prima domenica dopo il primo plenilunio di primavera. Quest’anno la luna piena di marzo è caduta il 18, quindi prima dell’equinozio, e allora per la Pasqua bisogna considerare la luna piena successiva, che sarà sabato 16 aprile. E infatti la Pasqua 2022 cadrà domenica 17 aprile.

Fu proprio la necessità di calcolare la data della Pasqua a partire dalla lunazione e dall’equinozio di primavera a convincere Papa Gregorio XIII a riformare il calendario: quello giuliano era rimasto talmente indietro che l’equinozio cadeva tra il 10 e l’11 marzo, e la Pasqua risultava troppo presto, tanto che le Ceneri (40 giorni prima di Pasqua) rischiavano di sovrapporsi ad altre festività!

Il risultato è il calendario che usiamo ancora oggi, e che è ormai applicato internazionalmente da tutte le nazioni del mondo per poter dialogare e commerciare senza malintesi.

Tecnicamente esiste un’altra definizione di primavera, quella meteorologica: corrisponde al periodo dal 1° marzo al 31 maggio. Questo semplifica molto la gestione dei dati meteorologici (in quanto la stagione inizia a una data fissa nel tempo), e considera il fatto che i cambiamenti del meteo sono sfasati di qualche settimana rispetto ai momenti geometrico-astronomici veri e propri.

Comunque la chiamiate, buona primavera!

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